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"La
prima notte di quiete" di Dentro le tue vene
Pomeriggio
strano
Io a meditare
Lui a risistemare armadi
Qualcosa sembrava essersi messo tra noi
si avvertiva
a pelle, cerebralmente, nessuna parola fuori posto ma
una minuscola punta di malinconia e timori oltraggiava
chi ci eravamo sentiti sino al giorno prima il
treno sembrava aver rallentato la corsa per un tempo
più o meno lungo, aveva persino dato limpressione
che da un momento allaltro si sarebbe fermato.
Necessità di respirare, di saltare, di fottercene
di tutto e di riscaldarci bisogno di non sparire
ma perdersi di non voler sapere dove saremmo arrivati
ma di partire
Sguardi che si fottono, anime che si fondono e le mani
smettono di stare al proprio posto
il respiro accellera nelle parole, i pensieri corrono
così veloci da allontanarsi dai corpi e mi ritrovo
con le sue mani sui miei fianchi, con dita che affondano
nella mia carne con lui che struscia contro il
mio desiderio, che cerca calore e umidità
che continua a seguire la voglia nel mio sguardo e mi
offre il suo desiderio dentro ai suoi.
Potremo fotterci solo guardandoci negli occhi
Prenderci senza nemmeno sfiorarci.
Potrei godere mentre come un lupo morde il mio collo
Mentre tira i miei capelli a lui ricordandomi che sono
femmina
La sua!
La sua carne a tratti allenta dentro la mia
altre volte colpisce sino in fondo quasi a temere di
lasciar qualcosa in sospeso ed io ho bisogno di scivolargli
addosso
di scendere sulla sua erezione, leccando cicatrici e
vene, passando dallanima al cuore e dal cuore
alla pelle
E nel farmi scopare la bocca lo scopo
E nel vedere lanimale riconosco che ci siamo riconosciuti
forse da sempre
E mi piace che mi guida la testa
che entra in gola senza il pensiero di soffocarmi
E se mai avesse scordato per un attimo le sue dolcezze
nel fondo scala del suo io ne sarei contenta da poterci
godere immediatamente
e non sono una femmina
che si fa usare, ma sono una che deve affondare, appartenere
o prendo il sopravvento e domino
Non me lo permette
Lo sento, lo so
non ora, non adesso
La sua lingua disegna tratti su un corpo che se è
nudo o velato mica lo saprei dire, raggiunge i miei
peli trovandomi di lui indecente, insaziabile e ricolma
di quelle sensazioni che solo le emozioni forti san
dare
Le mie dita tra i suoi capelli
le mie dita tra
le nostre voglie, le sue dentro ad una bocca che non
si stanca di cercarlo, con una lingua impazzita che
lo lecca, con labbra che lo succhiano
Gesti confusi, sincronizzati - dove foga e passione
fottono il cervello, il corpo e mandano in tilt i sensi,
dove il piacere si arresta solo per paura che tutto
finisca, quasi a temere che tutto svanisca come un sogno
Scopami !
Scopami !
Mordimi!
Voglio sorseggiarti
Voglio assaggiarti
Voglio noi
Voglio te nudo senza ricordi
Voglio me svestita di ogni passato
ed è vero che voglio non esiste nemmeno
nei giardini del RE
Ma noi siamo altrove
siamo semplicemente noi
istintivi come animali
dolci come fanciulli
insaziabili come chi è stato privato a lungo
di qualcosa
ingordi come chi sa che nulla va tralasciato o è
perso
paurosi come chi non conosce
incoscienti come chi scappa
Godimi addosso mentre ti vengo dentro
ungi i meccanismi del mio cuore
mentre assesto quelli del tuo
Vieni
vienimi a prendere e in quel venire verrò
il piacere si intreccia
si mescola al suo
Unisce
incolla
e allora mi trovo al tuo fianco
sotto una coperta di stelle
con il camino dei corpi che arde
tu tum
tu tum
Lo sai? siamo vivi!
[dedicato al Principe delle maree da Dentro le tue vene]
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