"La prima notte di quiete" di Dentro le tue vene

Pomeriggio strano …
Io a meditare
Lui a risistemare armadi
Qualcosa sembrava essersi messo tra noi … si avvertiva a pelle, cerebralmente, nessuna parola fuori posto ma una minuscola punta di malinconia e timori oltraggiava chi ci eravamo sentiti sino al giorno prima – il treno sembrava aver rallentato la corsa per un tempo più o meno lungo, aveva persino dato l’impressione che da un momento all’altro si sarebbe fermato.

Necessità di respirare, di saltare, di fottercene di tutto e di riscaldarci – bisogno di non sparire ma perdersi di non voler sapere dove saremmo arrivati ma di partire …
Sguardi che si fottono, anime che si fondono e le mani smettono di stare al proprio posto
il respiro accellera nelle parole, i pensieri corrono così veloci da allontanarsi dai corpi e mi ritrovo con le sue mani sui miei fianchi, con dita che affondano nella mia carne – con lui che struscia contro il mio desiderio, che cerca calore e umidità – che continua a seguire la voglia nel mio sguardo e mi offre il suo desiderio dentro ai suoi.
Potremo fotterci solo guardandoci negli occhi
Prenderci senza nemmeno sfiorarci.

Potrei godere mentre come un lupo morde il mio collo
Mentre tira i miei capelli a lui ricordandomi che sono femmina
La sua!
La sua carne a tratti allenta dentro la mia
altre volte colpisce sino in fondo quasi a temere di lasciar qualcosa in sospeso ed io ho bisogno di scivolargli addosso …
di scendere sulla sua erezione, leccando cicatrici e vene, passando dall’anima al cuore e dal cuore alla pelle …
E nel farmi scopare la bocca lo scopo
E nel vedere l’animale riconosco che ci siamo riconosciuti forse da sempre
E mi piace che mi guida la testa
che entra in gola senza il pensiero di soffocarmi
E se mai avesse scordato per un attimo le sue dolcezze nel fondo scala del suo io ne sarei contenta da poterci godere immediatamente … e non sono una femmina che si fa usare, ma sono una che deve affondare, appartenere o prendo il sopravvento e domino …

Non me lo permette …
Lo sento, lo so … non ora, non adesso
La sua lingua disegna tratti su un corpo che se è nudo o velato mica lo saprei dire, raggiunge i miei peli trovandomi di lui indecente, insaziabile e ricolma di quelle sensazioni che solo le emozioni forti san dare

Le mie dita tra i suoi capelli … le mie dita tra le nostre voglie, le sue dentro ad una bocca che non si stanca di cercarlo, con una lingua impazzita che lo lecca, con labbra che lo succhiano
Gesti confusi, sincronizzati - dove foga e passione fottono il cervello, il corpo e mandano in tilt i sensi, dove il piacere si arresta solo per paura che tutto finisca, quasi a temere che tutto svanisca come un sogno
Scopami !
Scopami !
Mordimi!
Voglio sorseggiarti …
Voglio assaggiarti
Voglio noi
Voglio te nudo senza ricordi
Voglio me svestita di ogni passato
… ed è vero che voglio non esiste nemmeno nei giardini del RE

Ma noi siamo altrove
siamo semplicemente noi
istintivi come animali
dolci come fanciulli
insaziabili come chi è stato privato a lungo di qualcosa
ingordi come chi sa che nulla va tralasciato o è perso
paurosi come chi non conosce
incoscienti come chi scappa

Godimi addosso mentre ti vengo dentro
ungi i meccanismi del mio cuore
mentre assesto quelli del tuo

Vieni … vienimi a prendere e in quel venire verrò
il piacere si intreccia
si mescola al suo
Unisce … incolla
e allora mi trovo al tuo fianco
sotto una coperta di stelle
con il camino dei corpi che arde

tu tum
tu tum
Lo sai? siamo vivi!


[dedicato al Principe delle maree da Dentro le tue vene]