|
"LA
TUA CINGHIA" di Odratsab
La
stanza era avvolta dall'oscurità. Filtrava solamente
uno spicchio di luce di un sole pallido dalle ante della
finestra. Tu eri in quel fascio di luce, bella come
sempre con quel viso che passava in maniera repentina
da bambina ad essere donna, i tuoi capelli sciolti che
sembravano avvolgere il viso, con la testa leggermente
piegata. Seduto sulla poltrona di lato a te guardavo
i tuoi movimenti, quel lento spogliarti, quel togliere
senza fretta i vestiti. La leggera camicia di cotone...
i pantaloni neri con la cinghia di cuoio che li teneva.
La grossa fibbia sembrava suonare ad ogni piccolo movimento.
Ero attratto dal tuo corpo... ma la curiosità
era tutta verso quella cintura di cuoio nero, morbida
ed alta che sembrava un serpente ancora addormentato
dal suo lungo letargo. Alzarsi per venire da te, sapere
che aspetti il mio corpo... baciare piano le tue labbra,
succhiarle lentamente, sentire la tua pelle calda sotto
le mie dita... la accarezzano, la tengono, la stringono
forte, la cercano... ne avverto il profumo di vaniglia,
leggero, impercettibile a molti, riconoscibile tra mille
per me. La bocca esplora la tua quasi a morderla, la
lingua passa sulle labbra, le dipinge, le sfida e poi
scende sul collo, risale fino ad arrivare all'attaccatura
della nuca... la mordo piano, ascolto il tuo fremere,
il tuo piacere, come ti abbandoni a quella tortura.
I capezzoli raccontano del tuo desiderio, svettano di
fronte a me, sembrano in allerta, guardinghi, aspettano
la giusta attenzione che non tarda... arriva, la mia
bocca li copre, li avvinghia, li succhia, li lascia
respirare per poi morderli piano, lentamente, più
forte, ancora più forte... e poi lasciarli liberi
per avere la lingua che li accarezza, li corteggia,
li fa sposi di un piacere senza fine... Sussuro il piacere
che provo, la mia eccitazione, ascolti la mia voce che
sembra farti sprofondare nel piacere più intimo,
quello che hai sempre cercato, quello che in tanti incontri
ho saputo tirare fuori da te, coltivare con pazienza
e con attenzione, farlo crescere fino a gustarne i frutti.
Ti prenderò... entrerò dentro di te con
un colpo solo.... sentirai il tuo culo aprirsi... spalancarsi
vinto dal mio sesso che spinge... che si fa largo...
entra.... Tu ansimi, vibri, come se aspettassi tutto
ciò, come se quel sussurrarti sia solo l'anticipazione
di quello che accadrà...
Ti giro piano, sollevo una tua gamba, il piede appoggia
sul letto. Sei aperta in quella posizione, posso ammirare
il tuo essere perversa, il tuo donarti. L'oscurità
gioca con quel piacere di intravedere, di spingere gli
occhi a vedere, a guardare. Il tuo sesso è nella
mia bocca, le tue labbra si aprono, lente e la lingua
scorre in mezzo tra le labbra, inesorabile come a cercare
il tuo desiderio, amplificarlo, goderlo. Il clitoride
cresce in quel piacere, reclama attenzione, lo sfioro
con la punta della lingua, lo faccio prigioniero, lo
succhio piano e sento le tua mani che stringono la mia
testa... il ventre si contrae come se risucchiasse la
mia lingua. Ora sono le tue mani che tengono aperto
il tuo sesso, le tue dita che toccano il clitoride,
lo provocano, sfidano la mia lingua a chi per primo
possa donare piacere.... ti giro, voglio il tuo culo,
voglio sentire quanto lo desideri che ti prenda di forza,
senza fermarmi, spingendomi dentro con un colpo solo...
la lingua non ha sosta. Cerchi concentrici intorno al
tuo fiore e poi come premio lo spingerla dentro e sentire
il tuo grido di piacere... il tuo trattenerti dal piacere
che è lì ad un passo.. potresti iniziare
a godere in questo attimo e non finiresti più...
ma aspetti...
Un colpo solo ed entro dentro di te.... il tuo culo
mi accoglie, sprofondo dentro di lui.... il tuo orgasmo
arriva in quel momento... il tuo sesso inizia a colare
lento, senza fine... il piacere che esce bagna le tue
cosce, scende fino a terra al pavimento..... lo sento,
te lo dico e questo non fa che aumentare il tuo piacere,
il tuo gemere di piacere....
Spingo forte, sento il mio sesso ingoiato da te, senza
fermarmi, colpi violenti e poi docili e dolci...quanti
orgasmi, quanto piacere? Mi fai impazzire, gridi, mi
fai impazzire..... come a supplicare di smettere e giurarmi
odio semmai accettassi.... ed il pensiero va a quella
cintura di cuoio.... alla sua forza ed alla sua morbidezza,
ora ne sento persino l'odore che chiama... la cinghia...
vivrai la cinghia su di te..... la sentirai colpirti....
ed è come se scatenassi l'inferno... il culo
si stringe e si dilata come se fosse in preda ad un
demone tentatore... non vuoi dirmi sì, non vuoi
dirmi fallo... hai paura, hai il terrore che poi sarebbe
piacere, che sarebbe aggiungere ancora a quello che
abbiamo già vissuto insieme... No, no, non voglio...
ma quel grido di aiuto... è troppo inerme e flebile
perchè io possa credergli... sarai tu a prendere
la cintura a portarla a me, a consegnarla alle mie mani...
non lo farò, non lo voglio... continuo a spingere
e sento ancora un tuo orgasmo... la prenderai la cintura...
la sentirai come colpirò i tuoi seni, la tua
schiena, le tue natiche... i fianchi, come accarezzerà
e come colpirà.... Piegarti piano, sentire come
si trasforma la tua volontà, come combatte sapendo
di essere sconfitta.... esco da te... ti tengo per i
capelli, li stringo... ti porto accanto alla sedia dove
ti sei spogliata..... la vedi la tua cintura? Vedi come
ti chiama? Sì, lo vedo... tremi... i capelli
li stringo tra le mie dita, sento l'odore di quei capelli,
il profumo del tuo piacere .... la prendi quella cintura...
come se fosse un feticcio, come se sai benissimo che
sarà strumento di piacere.... Voglio la tua bocca,
la voglio sentire come mi desidera, come vuole succhiarmi,
come vuole sentirsi piena di me... la tua lingua ripaga
il piacere avuto. Sei accovacciata davanti a me, quasi
a sfiorare con il sedere i tuoi talloni, le gambe aperte,
la tua mano che accarezza il sesso, lo fruga, lo scopre
bagnato, sente come continuia a colare a spingere fuori
a forza i tuoi umori... ed il primo colpo di cinghia
lo senti sulla tua schiena, uno schiocco improvviso,
il piacere che sembra trapassarti... lo sento da come
stringi il mio sesso con la tua bocca, come lo spingi
più in fondo... ed ancora un colpo... un'altro...
e senti sulla tua mano ora come scorre il piacere, come
lo senti caldo a fiotti...ancora un colpo, più
forte, la cinghia che arriva a colpire le tue natiche...
torna sulla shiena... lascia segni purpurei.... chiedimi
ancora.... No... non te lo chiederò.... ed il
colpo parte più forte... sento la vibrazione
del cuoio che colpisce la tua pelle... ti stacco a forza
dal mio sesso... i capelli tornano nelle mie mani...
ti giro il viso che in quella penombra è così
bello da mozzare il fiato.... chiedi ancora..... mi
guardi come belva ferita, come belva che vuole graffiare,
ed esce invece il tuo abbandono, il godere del chiedermi
ancora.... la cinghia è il tuo piacere, la senti
sui fianchi sul tuo seno, i capezzoli ondeggiano, si
gonfiano, aspettano il colpo e in quella attesa il piacere
si amplifica, fino a farti tremare....
Ancora... ancora... ancora...
Sei restata tra le mie braccia in silenzio, a tremare
di piacere, quel piacere che arrivava senza sfiorarti,
senza toccarti, solo per essere tra le mie braccia,
solo per averlo vissuto come se fossestata tempesta
dalla quale ti ho salvata, solo per sprofondare in me
come una bambina che ha vissuto il tuono e ne ha avuto
terrore... La tua cinghia... il tuo piacere, il tuo
fiato sul mio petto.... doveva essere il mio regalo
per te... ed ecco che invece ancora una volta quel gesto
è il premio per la mia attenzione, per il saperti
sentire, vivere.....
Ricordi cosa ti dicevo? Voglio che tu possa amarmi come
nessuna altra lo ha fatto.... Tu non mi hai dato parole,
non mi hai dato promesse... lo hai semplicemente fatto.....
Odratsab
|