| "LA
VETTA del PIACERE" di AnimadellaLUpa
ancora pochi mesi, e lo Chalet di zia Elga sarebbe stato
venduto, decisi così di trascorrerci un mese
da sola. Entusiasta scesi dal treno e trascinandomi
due pesanti valigie giunsi a destinazione, era rimasto
tutto come quando da ragazzina ci trascorrevo con mia
sorella Sofia il periodo estivo - mille ricordi raffiorarono
nella mia mente. Entrando non mi persi danimo.
Igienizzai i servizi e la cucina, diedi aria alle camere,
aspirai la polvere e preparai il letto con lenzuola
profumate di gelsomino. Anche se stanca, mi sentivo
bene dentro e quellaria pulita era un vera toccasana
per me che ero giunta stressattissima dalla vita di
città. Ad un tratto sentì il tintinnio
della campana posta sulla porta dingresso, mentre
una voce di donna mi chiedeva il permesso dentrare
avanti! risposi chiedendomi chi potesse
essere, ero del resto arrivata da sole poche ore e rimasi
sorpresa nel vedere Miranda, una ragazzina che spesso
giocava con noi davanti a casa.
Ti ho vista arrivare ed ero più che certa
che fossi tu! mi disse ho così pensato
di preparati una cosa che adoravi per poi portartela
insieme al mio saluto
Ci abbracciamo allungo, per poi scambiarci davanti a
quelle deliziose fette di strudel una serie di chicchiere
veloci, con la premessa che ci saremmo viste il più
possibile. Miranda, non aveva figli, da alcuni anni
era separata e da quanto potevo capire non amava parlare
del suo ex marito, era però sempre la solita
burlona, sempre con la battuta pronta e mille cose da
fare.
Insieme ogni giorno andavamo in paese e a turno mangiavamo
in casa mia o sua, ricordando mia zia, sua nonna e le
situazioni vissute insieme, era bello rivivere quelle
emozioni, era piacevole stare in sua compagnia, rivedere
vecchie foto e parlare ore ed ore di noi. Una sera però,
mentre ero a cena da lei, prese a piovere come non mai,
la vidi farsi seria, e immediatamente mi ricordai che
era sempre stata terrorizzata dai temporali, mica
avrai ancora paura dei tuoni? chiesi sghignazzando
e scherzando aggiunsi, vuoi che resto a dormire
qui?
mi faresti un vero regalo! la paura
dei temporali è qualcosa di inspiegabile
poco dopo eravamo sul letto a parlare ancora di noi,
e il vederla più serena, mi fece sentire importante,
parlando parlando lei prese finalmente sonno ed io notando
che il temporale si era allontanato, decisi di salire
in mansarda e godermi come quando ero bambina dalla
finestrella il cielo
Era proprio bello il mondo da lassù, mi faceva
sentire leggera e spensierata, fumai qualche sigaretta,
dicendomi che pure io avrei dovuto coricarmi e dormire
qualche ora, mi alzai così per tornare a letto,
ma il mio sguardo cadde, su un vecchio baule socchiuso,
mi avvicinai, e aprendolo mi ritrovai davanti a foto,
pagine di giornali, libri e lettere
Sapevo che non avrei dovuto, ma la mia curiosità
mi impedì di comportarmi correttamente, aprì
così una lettera a caso
Luce dei miei occhi, mio unico e vero amore
la lessi tutta di un fiato, rimandendo di pietra nel
vedere che portava la firma di Rebecca, presi allora
un'altra lettera, e poi un'altra ancora, inizavano tutte
allo stesso modo e si concludevano con il solito un
bacio sulle tue labbra, tua Rebecca lettere affetuose,
piene di sentimento, che facevano intendere qualcosa,
ma che lasciavano in me diversi dubbi, sino a quando
in una lessi
non riesco a dimenticare le tue mani su di me,
le tue dita che mi penetrano, il profumo della tua pelle,
i nostri orgasmi, se solo loro sapessero di noi, sarebbe
la fine
ora tutto mi era finalmente chiaro, Rebecca la nostra
amichetta di allora era stata lamante del marito
di Miranda, continuai incuriosita a leggere, chiedendomi
quanto male avesse fatto a Miranda scoprire che la sua
migliore amica la stava tradendo con il suo uomo, dicendomi
che se fosse capitato a me, lavrei strangolata.
Ecco perché non voleva parlarmi di lui, ecco
perché non mi aveva menzionato Rebecca, decisi
così che avrei letto un'altra lettera per poi
richiudere quel baule senza mai più riaprirlo,
ancora una volta iniziava con la solita Luce dei
miei occhi, mio unico e vero amore
qualcosa
però questa volta, era diverso e proseguendo
la lettura, mi accorsi che avevo frainteso, non era
il marito di Miranda il destinatario di quelle passionali
lettere, ma lei!
Sorrisi, mai e poi mai avrei creduto fosse omosessuale
e scendendo silenziosamente le scale, pensai che entrare
in quel letto ora mi sarebbe suonato diverso, non che
mi scandalizzasse, ma i miei occhi di certo sino allora
non lavevano certo mai guardata in quel modo.
Alzai le coperte, mi misi sotto, ma i miei pensieri
non riuscirono ad arrestarsi, la osservavo dormire e
allo stesso tempo la immaginavo mentre faceva allamore
con Rebecca, decisi di sbirciare il suo corpo sotto
le lenzuola, e ritando la mia mano più volte
a pochi centimetri dalla sua pelle. cosa mi sta
succedendo? pensai tra me e me, ma nel vederla
darmi la schiena, decisi di sfiorarla, non fece una
piega, dormiva come un ghiro, lenta allora sollevai
la camicia da notte, scoprendo le sue gambe, le accarezzai,
ritraendo la mano velocemente nel sentirla muovere
ma poi pochi istanti dopo, mi ritrovai ad alzare ancora
di più quel tessuto di cotone, sfiorai le sue
natiche, erano sode, lisce come quelle di una bambina,
e pensai che aveva veramente un bel culo, la tentazione
di continuare fu tanta, ma la paura di essere scoperta
prese il sopravvento, decisi così di girarmi
dallaltra parte e provare a dormire, consapevole
che tutto quello mi aveva eccittata tantissimo. La mia
mano intanto aveva preso a sfiorarmi il seno, mentre
mordicchiavo nervosaemente le mie labbra, la voglia,
il desiderio avevano preso strada dentro di me, iniziai
così a toccarmi lentamente tra le gambe, quando
ad un tratto lei si girò e si appoggiò
di peso sul mio corpo. Cercai di scrollarmela da sopra,
quando ad un tratto, mi sussurrò Hai letto
le mie lettere vero?
girai il mio viso verso di lei, dicendole non
dovevo lo so, ma è stato più forte di
me, perdonami!
con tono malinconico mi disse fa nulla!
poi si avvicinò al mio viso baciandomi delicatamente
sulla fronte, baci per poi fece scendere lentamente,
sino a raggiungere le mie labbra, bacio su bacio, la
sua lingua prese ad intrecciarsi con la mia, mentre
le mie mani presero a slacciarle i laccetti intrecciati
sul suo petto, presto mi ritrovai con il suo seno tra
le mani, mentre le sue mani accarezzavano energicamente
i miei fianchi, le sfilai la camicia da notte, mentre
lei sollevò la mia oltre il pelo, ponendo una
sua gamba tra le mie, lasciati andare! sarò
bello vedrai mi disse dirigendosi con il viso
tra i miei peli, le sue dita raggiunsero le mie umide
labbra per poi penetrarmi con un paio di dita mentre
passava la sua lingua tra la mia fessura eccitata, la
sua lingua, la sua bocca erano decisamente sublimi sul
mio sesso e nel vedermi innarcare prese con più
forza a fottermi con le dita, aggiungendone non contenta
una terza, succhiò la mia clitoride sino a farmi
godere, per poi girarsi e offrirmi la sua natura depilata
sul viso. ti prego, fammi godere, leccami
la mia lingua prese a percorrerla, sfiorai il suo cazzino
con la punta della mia ruvida lingua, percorsi le sue
labbra aperte e ricolme di umori, per poi proseguire
e soffermarmi sul suo bucchetto, mentre con le unghie
graffiavo le sue natiche. Le piaceva, lo sentivo, percepivo,
vedevo. manca qualcosa vero? mi disse con
voce goduriosa
rovistò sotto il materasso,
prese un vibratore non piccolissimo, lo leccò,
me lo vece succhiare per poi con decisione infilarmelo
dentro. Ti sembra più normale così?
mi chiese con una voce tremolante e ricolma di godimento
e nel sentirmi mugolare, lo affondò ancor di
più aumentandone la velocità, venni più
volte, ripetutamente Era giunto il momento che
fossi io ad occuparmi delle sue voglie, raggiunsi le
sue mani sfilandomi il fallo
Girati Miranda,
offriti a me - lei allora si inginocchiò,
porgendo il suo corpo contro la testata del letto, lasciando
che i miei seni sfiorassero la sua schiena, le mie mani
pizzicassero i suoi seni, le scostai i capelli sul collo
e la mordicchiai delicatamente, mentre la mia mano prese
a farsi strada tra le sue gambe, la mia lingua persorse
la sua schiena, il suo culo, ritrovandomi ancora una
volta tra le sue labbra vissute e insazziabili, le mordicchiai,
tirai con i denti, notando che ogni mio gesto era da
lei apprezzato, per poi senza fermarmi, iniziare a fotterla
con lo stesso vibratore che poco prima aveva scopato
me, era aperta, bagnatissima e sentirla godere, mi eccitava
speventosamente, continuai facendola godere numerose
volte, per poi fermarmi e posizionarmi sotto di lei,
il mio pelo ora sfiorava e strofinava il suo pube depilato,
le nostre clitoridi duellavano una contro laltra
come se fossero da sempre abituate a muoversi così,
godemmo ancora una volta, ed una volta ancora, sino
ad abbandonarci stremate tra quelle lenzuola che odoravano
dei nostri odori e sapori, dormimmo abbracciate come
se fossimo le migliori delle amanti per poi riprendere
al nostro rispeveglio, e cotinuare così sino
al giorno della mia partenza, partenza che poi risultò
linizio di molteplici nostri incontri, fatti certe
volte di sole poche ore, ore che però ci permettevano
di continuare a desiderarci, volerci, cercarci
e amarci.
Dedicato a Blunightavenue
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