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"MONICA"
di Seattle
In
auto con Monica e il suo nuovo amore, Marco, percorremmo
il viale alberato. Marco, studente di Medicina aveva
con sé del fumo, comprato come souvenir dal viaggio
in Marocco.
Pensò allora di fermare la macchina per poter
rollare uno spinello. Non avevo mai visto
Monica fumare, almeno per il tempo che aveva passato
con me. Cominciò a farlo girare come si conviene
tra amici, Marco però era particolarmente avido,
faceva diventare incandescente la capocchia dello spino,
già da questo suo comportamento emergeva la sua
vera natura di egoista, di sicuro un bravo medico
Finito di fumare, lasciammo la macchina e salimmo nel
suo appartamento. I genitori erano via per un viaggio,
in casa cera solo la sorella più giovane
di Monica che dormiva. Pochi minuti e Marco mi augurò
la buona notte, ricambiai mentre Monica continuava a
rimanere nella stanza con me.
Mentre ancora parlavamo del suo compagno, sollevò
e tolse la sua maglietta di cotone, lasciò cadere
i suoi pantaloni larghi di lino beige. Rimasi in silenzio,
osservavo ogni suo movimento. Mi chiese di slacciare
il suo reggiseno nero, indossava quasi sempre intimo
di questo colore, la sua pelle bruna, i suoi capelli
corvino, i suoi seni esagerati. Avevo voglia di toccarla
ma lasciai ancora qualche minuto, la vista e lodore
dei nostri corpi meritavano ancora qualche momento di
attesa.
Intanto Marco dormiva come un bimbo e nella mia camera
si stava per consumare lennesimo incontro carnale.
Prese la mia mano e mi accompagnò nel suo letto.
Lasciò che mi stendessi. Salì sul mio
corpo donandomi la schiena. Fece penetrare il mio membro
accompagnandolo con cura, provvide con movimenti lenti
e rotatori, inarcando la schiena e irrigidendo le natiche.
Lo lasciò scivolare fuori, indietreggiò
il suo corpo ponendomi la sua figa sul mio volto.
Toccavo i suoi seni enormi che premevano sulladdome,
il suo culo pareva disegnato tantera bello. La
mia lingua non si arrendeva, passava dalla sua figa
al suo culo senza mai fermarsi, la sentii godere e venire
più volte, lei accoglieva il mio membro con lenta
passione, facendomi tremare ad ogni suo affondo più
deciso.
Si girò chiedendomi di restare sotto di lei.
Mai nessuna donna mi ha scopato come lei in quel momento.
Mi chiese solo di avvisarla per tempo, cosa che feci.
Si sollevò e accolse il mio membro tra le tette
facendomi venire come una fontana.
E intanto Marco continuava a dormire. Meglio così.
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