| "Ti
aspettavo" di Sofia Tantalo
...
avevo preso al volo l'aereo per Catania e decisi di
attenderlo al "IL PRINCIPE Hotel", ero in
grande anticipo, quindi ne aproffittai per una doccia
e dormicchiare un po'. Le luci del giorno iniziarono
a farsi strada sui tetti delle abitazioni vicine e le
macchine presero ad essere nei vicoli sempre più
frequenti, il mio telefonino finalmente trillò
per avvisarmi che qualcuno mi aveva scritto un messaggio.
"Ancora pochi attimi è sarò lì!"
...
conosceva la stanza, quindi decisi che farmi trovare
addormentata sarebbe stata un buon inizio per entrambi,
restai così distesa sopra ad un letto quasi intatto
ad attendere che quella porta si aprisse ... sentii
l'ascensore fermarsi al piano, il suo passo fermarsi
davanti alla porta, bussò pianissimo e dopo aver
riprovato più volte finalemente optò per
aprire. "Sofia, Sofy" disse con un fil di
voce, "dormi?!?!" restai ferma, godendomi
il suo sguardo mentre mi percorreva le curve del corpo
nascosto solo da un leggero sottoveste e un intimo curatissimo,
si sedette al bordo del letto, vicino ai miei piedi,
la sua mano paffuta mi sfiorò le caviglie, disegnando
sul tallone lievi ghirigori, la mia pelle tremò,
la pelle d'oca testimoniò quanto quel suo modo
mi piacesse, non mi vergognavo di certo, ma volevo prendere
la cosa con tranquillità e non solo ... la sua
mano salì, percorse curiosa le mie gambe, sino
al bordo del sottoveste, a pochi passi dal mio gluteo,
avrebbe voluto osare, ma nel dubbio decise che sarebbe
stato meglio attendere. Trattenni il sorriso e solo
dopo essermi accertata di poter mantenere un buon autocontrollo
lenta mi girai verso lui, facendo scorrere la sua mano
sul mio fianco sino a fermarsi a pochissimi centimetri
dalla mia natura, mi divertì percepirlo impacciato,
eccitato, nel comprendere quanto volesse andar oltre
Il
suo sguardo lo sentivo incollato su di me, pronto a
scovare ogni minimo millimetro disposto a mostrarsi
nudo ... non immaginava di certo che ero sveglia, anche
se questo da una femmina se lo si deve sempre aspettare
... quella camicia bianca gli donava veramente, ed il
pelo folto sul petto lo rendevano tremendamente eccitante,
la mia mano iniziò così a sbottonare i
polsini proseguendo verso quelli che gli avrebbero completamente
liberato il villoso petto, le mie unghie percorsero
i suoi capezzoli, pizzicandoli leggermente, non perse
tempo, nulla venne lasciato incompiuto ... nulla!
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